La promessa del plenilunio

«Nel giorno in cui Anja Aropalo decise di morire, l’aria era dolciastra e densa come una ragnatela di zucchero. Era il mese di agosto, faceva ancora caldo, anche le notti erano calde e buie come nei paesi del Sud. Anja si era svegliata al mattino con un vivido pensiero: il suo piano era da compiere oggi. Nessun’altra indecisione o debolezza di carattere. Quello era il giorno giusto.

La solitudine di Anja Aropalo andava avanti da due anni. Da quando suo marito se n’era andato la percepiva come un dolore lancinante sotto lo sterno. Anja aveva avuto la sensazione che tutto il suo corpo fosse infettato dalla solitudine. Sentiva la nostalgia come una sofferenza fisica, come un dolore non collocabile e un male sordo senza fine. Non piangeva molto, tranne alcune volte di notte quando, girandosi su un fianco, toccava con le mani la parte vuota del letto accanto a sé. Più di tutto era un dolore silente.»

In una notte di plenilunio Anja e il marito sono insieme nella stretta calda di un abbraccio. Lei guarda quegli occhi che anni prima hanno conquistato il suo cuore e che ora a volte la fissano persi e vuoti. La casa con il grande albero in cima al vialetto ha custodito la felicità del loro matrimonio per più di vent’anni. Con accanto la presenza forte e rassicurante del marito Anja ha osservato le stagioni alternarsi sempre uguali e la foresta cambiare lentamente colori e odori. Ora invece è sola: lui rincorre un passato che non ha più contorni nitidi e convive con un presente che non potrà mai più essere lo stesso.

la-promessa-del-plenilunio

Giorno dopo giorno la memoria del marito si affievolisce, i suoi ricordi come in un caleidoscopio costruiscono realtà sempre diverse e frammentate. Lui non riesce a sopravvivere al peso di tutto questo e in quella notte di luna piena le affida la più grande delle responsabilità: ucciderlo per salvarlo. Anja è davanti a un bivio e si chiede quale sia il confine tra giusto e sbagliato, tra un gesto d’amore e un’azione consentita. Le parole sussurrate dall’uomo che ha amato per una vita intera la tormentano. Non è mai stato così difficile per lei decidere se tradire o mantenere una promessa.

(tratto da garzantilibri.it)

«Noi abbiamo la memoria e tramite questa un’identità. La memoria è più importante del corpo nel circoscrivere l’ego. Il mio corpo può iniziare a deteriorarsi e appassire, mi si può rivoltare contro e alla fine volatilizzarsi, ma la memoria rimane ancora in vita, può vivere ancora quando il corpo non obbedisce più alla volontà, e poi anch’essa scompare o si trasferisce in coloro che restano.»

Copertina finlandese del romanzo
Copertina finlandese del romanzo

In finlandese il romanzo di Riikka Pulkkinen è intitolato Raja, che significa in italiano letteralmente limite, confine.  È questo il dilemma in cui si dibatte Riikka Pulkkinen, che nel tentativo di trovare una risposta fa ricorso a un’eroina del mondo antico come Antigone. Lei infatti scelse d’infrangere le leggi imposte dal Creonte seppellendo suo fratello perché sentiva che quello era il gesto da compiere e non la regola che imponeva il contrario. E allora, cosa faranno le due protagoniste? Anja seguirà l’esempio di Antigone e manterrà la promessa fatta al marito ponendo fine alle sue sofferenze con l’eutanasia, o lo lascerà nella clinica ad attendere la sua fine. E Mari, davvero sceglierà la morte come alternativa all’abbandono d’amore?

Copertina della traduzione in inglese
Copertina della traduzione in inglese

Dove corre il limite tra giusto e sbagliato? Quanto il desiderio può essere perseguito se esso va contro ciò che è comunemente considerato giusto? È questo il dilemma in cui si dibatte Riikka Pulkkinen, che nel tentativo di trovare una risposta fa ricorso a un’eroina del mondo antico come Antigone. Lei infatti scelse d’infrangere le leggi imposte dal Creonte seppellendo suo fratello perché sentiva che quello era il gesto da compiere e non la regola che imponeva il contrario. E allora, cosa faranno le due protagoniste? Anja seguirà l’esempio di Antigone e manterrà la promessa fatta al marito ponendo fine alle sue sofferenze con l’eutanasia, o lo lascerà nella clinica ad attendere la sua fine. E Mari, davvero sceglierà la morte come alternativa all’abbandono d’amore?

 

Pulkkinen dimostrerà che per fare ciò che si desidera e ottenere ciò che si vuole, giusto o sbagliato che sia, bisogna, necessariamente, andare oltre, abbattere un confine imposto dall’esterno o anche solo da se stessi. E compiendo ciò, forse, si può giungere alla propria felicità, anche se questa può non avere le forme in cui la si era immaginata.

Riikka Pulkkinen ha una scrittura elegante, armoniosa, densa. Riesce a condensare concetti profondi in frasi semplicissime e di straordinaria sinteticità.

«All’epoca aveva interpretato ciò come paura ma adesso sapeva di cosa si era trattato: di quella tacita consapevolezza che la felicità moltiplica al massimo le sue possibilità nel momento in cui tutto è a portata di mano ma nulla è ancora promesso. E quando aveva allungato la mano verso la felicità e aveva avuto il coraggio di afferrarla, allora aveva già iniziato a mostrarsi la consapevolezza della sua temporaneità.»

 L’autrice

riikka_pulkkinen_2

Riikka Pulkkinen è nata nel 1980 a Tampere, Finlandia. La promessa del plenilunio (Raja) è il suo romanzo di debutto e alla sua uscita nel 2006 fu accolto come uno dei migliori romanzi finlandesi dell’anno. Autrice nel panorama letterario finlandese che si contraddistingue per il suo stile elegante e le sue storie intrise di umanità, è divenuta nota al pubblico italiano con L’armadio dei vestiti dimenticati.

«Il romanzo davvero ribelle di Riikka Pulkkinen affronta magnificamente i temi dell’amore e della morte.» Helsingin Sanomat

«Riikka Pulkkinen affronta argomenti delicatissimi in modo così equilibrato che non c’è nient’altro da aggiungere.» Kaltio

«È vitale, stupendo. Brava, una volta per tutte!»
Etelä-Suomen Sanomat