Fuga da Villa del Lieto Tramonto

Le tre arzille vecchine-detective Siiri, Irma e Anna-Liisa tornano a far parlare di sé con la seconda parte della trilogia di Minna Lindgren, Fuga da Villa del Lieto Tramonto (Sonzogno, 2016).

Pareti abbattute, tubature divelte e trapani che spaccano i timpani. Villa del Lieto Tramonto, la tranquilla residenza per anziani Villa del Lieto Tramonto è sottosopra per massicci lavori di ristrutturazione, e alle inseparabili Siiri e Irma non resta che cercare un modo per fuggire.

«Non è tremendo? Sembra di essere all’inferno! Di questo passo, non c’è dubbio che finiremo lì. Ora come ora, visto che non tiriamo le cuoia, una piccola eutanasia di gruppo non ci starebbe male, tanto noi non facciamo mai niente come le persone normali. Tic tac, tic tac, tic tac.»

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E devono andarsene alla svelta: loschi individui – sono davvero muratori? – si aggirano nell’edificio, e il portagioie della loro compagna Anna-Liisa è scomparso. Tutto sotto gli occhi della direzione della struttura. Perché allora non affittare un appartamento in centro, lontano da disagi, furti e calcinacci? Meglio però allargare l’invito agli amici della canasta: la puntigliosa, cara Anna-Liisa e l’ambasciatore, il suo distinto consorte, oltre all’infelice Margit alle prese con la grave malattia del marito.

Ehtoolehdon pakolaiset, Teos
Ehtoolehdon pakolaiset, Teos

«Hai detto che l’appartamento si trova ad Hakaniemi, a est del Ponte Lungo, lì dove ci sono i covi dei sindacati e dei rossi?» chiese Irma. A vederla dava l’impressione che l’ipotesi di vivere in quel quartiere fosse la cosa più elettrizzante che le fosse mai capitata nella vita. Da sempre si era rifiutata anche solo di mettere piede in quella che alcuni, lei compresa, definivano “la parte sbagliata del Ponte Lungo”. E ora, a novant’anni suonati da un pezzo, le si offriva l’occasione di confutare quella sua presa di posizione. L’opportunità la stuzzicava quanto le battutine sfrontate alle quali non sapeva resistere. 

La convivenza nello stravagante alloggio – raso rosso alle pareti, un letto rotondo e un improbabile palo da lap-dance in soggiorno – in uno dei palazzi più antichi della capitale finlandese, è per il gruppo di anziani un avventuroso nuovo inizio: la spesa al pittoresco mercato coperto, il bucato, i pasti da cucinare, amicizie inaspettate e giri in tram tra vecchi ricordi e scoperte entusiasmanti. Eppure, qualcosa non quadra. Per il fiuto investigativo di imagescartinaSiiri e Irma, la ristrutturazione nasconde ben altre, criminose attività, e quando il mistero comincerà a dipanarsi tra comici passi falsi, inattesi colpi di scena e irriverenti quanto umane opinioni sulla morte, le ostinate vecchiette toccheranno con mano quanto sia facile lasciarsi ingannare dalle apparenze. Anche alla loro non più tenera età.  Il nuovo episodio della Trilogia di Helsinki, irresistibile commedia gialla che mescola sapientemente suspense, umorismo e acute riflessioni su temi sociali di rilevante attualità.

Lindgren racconta il lato scanzonato della vecchiaia, vivacizzato dalla propensione all’avventura e all’ironia.

Silvana Mazzocchi, La Repubblica

In occasione dell’uscita del secondo volume della sua trilogia Minna Lindgren è  stata ospite al Festival sul Nord I Boreali, organizzato da Iperborea in collaborazione con  numerosi partner, tra cui il Teatro Franco Parenti e la casa editrice Sonzogno/Marsilio.

Minna Lindgren, Irene Sorrentino
Minna Lindgren, Irene Sorrentino

Il virtuosismo linguistico di Lindgren è fantastico. Si fa beffa delle parole modaiole, vuote e ridotte a cliché e scrive un romanzo che ha la giusta dose di giallo.

Helsingin Sanomat

Links

La Repubblica

Il Manifesto

Internazionale

La bottega di Hamlin

Casa da sogno

Sul romanzo – intervista a Minna Lindgren

Thriller Café

Il libraio