Crudeli omicidi in una notte d’estate

Se fosse un film sarebbe scritto dalla Christie, sceneggiato da Hithcock e diretto da Tarantino

È una calda serata di primavera a Londra e Robert, banchiere di successo, osserva compiaciuto la città ai suoi piedi dalla finestra panoramica del suo lussuoso appartamento nello Shard, il grattacielo più alto d’Europa. Presto arriveranno i suoi ospiti, Mikko e sua moglie Veera.

 

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Copertina finlandese del romanzo
Copertina finlandese del romanzo

 

 

 

 

 

 

 

 

Mikko fa il giornalista e come tutti gli idealisti ha in mente grandi progetti sul futuro del pianeta. Il padrone di casa e la sua giovane moglie Elisa hanno preparato la cena con cura, ma la serata prende da subito una brutta piega: ognuno dei convitati ha un segreto da nascondere.

«Quattro amici e un misterioso delitto per un romanzo che lascia senza fiato i lettori, dove una verità impossibile a rivelarsi si scontra con l’incredibile movente dell’omicidio.»

A fine serata, tre cellulari risuonano nel silenzio del lussuoso appartamento, completamente deserto. Chi sono le tre vittime, e chi il loro assassino?

Karo Hämäläinen

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Nato nel 1976, ha due passioni: la letteratura e la Borsa. È infatti caporedattore della principale testata economica finlandese e al contempo di un noto sito di critica letteraria. Già autore di una serie di successo per bambini e di alcuni romanzi, tradotti anche in spagnolo, I crudeli omicidi di una notte d’estate è il suo primo libro a essere pubblicato in Italia.

Prologo

Quando Ludwig van Beethoven compose la melodia della sua opera per pianoforte, non poteva di certo immaginare che oltre duecento anni dopo questa avrebbe risuonato in un lussuoso appartamento londinese.
Il suono proveniva da un dispositivo che sarebbe stato inim- maginabile per il pianista, attraverso il quale era possibile comu- nicare con gli altri, anche nel caso si fossero trovati all’altro capo del mondo.
Di certo Beethoven pensava soltanto alla sua amante, Therese Malfatti, alla quale aveva dedicato la sua bagatella in La minore. Il telefono ripeteva quel brano con insistenza e con una pu- rezza computazionale, perfetta e impersonale. Il volume aumen- tava tra uno squillo e l’altro. Su un cassettone marrone dipinto vibrava l’ultimo modello di iPhone. Il tremolio unito alle note composte da Beethoven creava quell’ensemble musicale familia- re a chiunque abbia un collega di lavoro che lascia il telefono alla propria postazione per andare in riunione, al bagno o a prende un caffè alle macchinette… e non torna a rispondere.
A telefonare era qualcuno di ostinato. Quando la chiamata s’in- terruppe, richiamò ancora, e il classico viennese partì di nuovo con il suo crescendo.
Da lontano iniziò a sentirsi un’altra melodia, che in origine era parte del Grand Vals di Francisco Tárrega. Già nello scorso mil- lennio, la società di telefonia finlandese ne aveva fatto un inno per la giungla urbana che mormorava nelle tasche dei piumini, risuonava nei vagoni della metro e spezzava l’atmosfera densa degli spettacoli teatrali.
Nessuno rispose a quel richiamo.
L’allegra musichetta che completava l’orchestrazione improvvisata risuonava così attutita da sentirsi solo durante le pause di Beethoven, giacché proveniva da più lontano.
Nessuno stava ascoltando quelle note né faceva ciò che chiun- que avrebbe fatto se si fosse trovato a subire quelle suonerie per mezz’ora: impostare i cellulari sulla modalità silenziosa o spe- gnerli del tutto.
Ciò dipendeva dal fatto che nell’appartamento non c’era nessuno.
Nessuno che fosse vivo.

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Thrillermagazine.it

I crudeli omicidi di una notte d’estate di Karo Hämäläinen